Clamoroso debutto per “Al Mio Posto” all’Olimpico durante Roma-Lilla: ecco come è nato il rivoluzionario progetto!

Nel corso della prima partita casalinga della Roma in Europa League, allo Stadio Olimpico è stata lanciata una nuova iniziativa chiamata “Al Mio Posto”. Questo progetto permette agli abbonati di cedere il proprio posto a tifosi che si trovano in condizioni economiche difficili, come annunciato dalla società giallorossa in un comunicato ufficiale.

L’idea ha preso vita grazie alla proposta di due tifosi romanisti residenti all’estero, Valerio Pizzonia da Groningen e Cesare Gervasi da Barcellona. I due hanno condiviso la loro esperienza e le motivazioni che li hanno spinti a contattare la Roma, con la speranza di donare i loro abbonamenti quando impossibilitati a recarsi allo stadio.

Valerio ha spiegato: “Felici di avere rinnovato l’abbonamento, ci siamo detti: sarà molto difficile andare allo Stadio, perché non regalarli a qualcuno che per qualche motivo non può andarci? Sapendo delle iniziative che la Roma fa continuamente per le persone meno fortunate, ci è venuta l’idea di contattarvi. Abbiamo mandato una mail e grazie a voi tutti questa idea è diventata realtà!”.

Anche Cesare ha raccontato come la sua prima esperienza di donazione risalga a due anni fa, quando, costretto a saltare una partita contro il Feyenoord, decise di regalare il biglietto tramite Instagram. “Il ragazzo a cui lo cedetti mi ringraziò per settimane! Un seggiolino vuoto in meno, un fratello romanista felice: che cosa avrei potuto desiderare di più?” ha affermato.

La società, accogliendo l’iniziativa, ha creato una piattaforma che consente a tutti gli abbonati di Coppa di donare il proprio posto. I due promotori hanno espresso grande orgoglio per il risultato raggiunto. Valerio ha dichiarato: “Siamo ancora increduli. E ovviamente siamo felici e orgogliosi”. Cesare ha aggiunto: “Onestamente il primo pensiero è stato per la Roma che ha realizzato l’iniziativa. È incredibile come una Società così grande abbia potuto organizzare tutto questo in così poco tempo”.

Entrambi hanno sottolineato il legame familiare che li unisce alla Roma, raccontando ricordi d’infanzia e tradizioni tramandate da generazioni. Valerio ha ricordato: “Dal bisnonno dirigente della Roma negli Anni 40 (Francesco Tomarelli, ndr) a nonna Sira che a 94 anni ancora vede le partite…”. Cesare ha rievocato la prima volta allo stadio con il padre durante una finale di Coppa Italia negli anni ’80.

Il tema della distanza è stato affrontato con nostalgia ma anche con determinazione. Valerio ha raccontato: “Non ci ferma niente e nessuno! Sono all’estero dal 1999… qui in Olanda, dove guardo le partite in 4K, purtroppo con commento in olandese”. Cesare ha aggiunto: “Il tifoso all’estero una soluzione la trova sempre! Che sia per radio, nei vari Roma club… oppure organizzando voli, viaggi e trasferte”.

I promotori hanno infine sottolineato il valore della solidarietà e dell’identità romanista, ribadendo l’importanza di non dimenticare chi è in difficoltà. Valerio ha spiegato: “Il romano (e romanista) non accanna mai chi è in difficoltà. Il romano sarà sempre disponibile a dare una mano a uno di noi. E da quanto ne so, questa iniziativa ha avuto un riscontro superiore alle aspettative…”.

Tra i ricordi personali e l’impegno nel tramandare la passione per la Roma, Valerio ha raccontato: “Da quando sono nati, compro loro ogni anno una maglietta della Roma. Uno dei giorni più belli della mia vita è stato quando ho portato il figlio grande allo Stadio… Il gesto solidale è una semplice conseguenza del mio amore per la nostra squadra”.

Per concludere, i due tifosi hanno voluto inviare un messaggio ai romanisti di tutto il mondo. Valerio ha citato: “Due citazioni che ho nel cuore, una di Renato Rascel – La Roma non si discute, si ama – e una del Capitano Agostino Di Bartolomei: ‘Ci sono i tifosi di calcio e poi ci sono i tifosi della Roma’”. Cesare ha aggiunto: “Da vicino o da lontano, l’amore per questi colori non cambia mai. E a chi sarà al mio posto allo Stadio, dico: canta anche per me”.

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