Roma pronta a rivoluzionare il gioco: Gasp porta aggressività, attacco totale e un Koné in stile Ederson!

Roma pronta a rivoluzionare il gioco: Gasp porta aggressività, attacco totale e un Koné in stile Ederson!

Il debutto di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma ha già lasciato un segno tangibile sia a Trigoria che all’Olimpico. La vittoria contro il Bologna ha acceso l’entusiasmo dei tifosi giallorossi, mostrando immediatamente l’impronta tattica del nuovo allenatore. La squadra ha espresso aggressività, intensità e una notevole organizzazione, rispecchiando perfettamente l’identità delle squadre allenate in passato da Gasperini.

Non era semplice ottenere risultati così evidenti in un tempo così breve. Il sorriso ampio di Gasperini al termine della partita ha raccontato tutta la soddisfazione per questa prima uscita. Il tecnico, originario di Grugliasco, è noto per lavorare soprattutto sulla mentalità dei giocatori: “infondere coraggio, chiedere di non arretrare mai ma di difendere sempre in avanti”. E la Roma ha messo in pratica proprio questi principi.

Uno degli aspetti più evidenti è stato il baricentro alto mantenuto per tutta la partita, in particolare nella prima mezz’ora. Cristante e Koné sono stati fondamentali nel soffocare il gioco del Bologna, comandando la pressione e alzando la linea difensiva della squadra. Si tratta di una novità rilevante rispetto alla gestione precedente, quella di Claudio Ranieri, in cui la Roma era più prudente e preferiva raccogliersi nella propria metà campo dopo il primo pressing.

Con Gasperini, invece, la caccia all’uomo nella metà campo avversaria è diventata una costante. I difensori centrali non esitano a spingersi oltre la linea di metà campo, istituzionalizzando un’aggressività che prima si vedeva solo a tratti. Questo nuovo assetto ha permesso alla Roma di recuperare spesso il possesso in zone pericolose, rendendo la squadra più dinamica e imprevedibile.

Un altro elemento caratteristico delle squadre di Gasperini è l’inserimento continuo di un uomo in più proveniente da dietro. Si è visto più di una volta Mancini anticipare l’azione e proseguire la corsa fino all’area avversaria, scompaginando le marcature avversarie e facilitando le manovre offensive. Il fatto che sia proprio il centrale difensivo a eseguire questi movimenti sottolinea la flessibilità richiesta dal tecnico piemontese.

La Roma ha anche mostrato una buona capacità di scambiare le posizioni tra i giocatori, soprattutto con Kone e Angelino che si alternavano tra fascia e centro, oppure con El Shaarawy che allargava il gioco lasciando spazio alle incursioni di Kone. Questo tipo di rotazione è funzionale alla creazione dei “quadrilateri” sugli esterni, una struttura tattica molto amata da Gasperini nella fase di costruzione vicino all’area avversaria.

L’attacco della Roma ora coinvolge molti uomini: esterni, trequartisti e mediani arrivano a riempire l’area, aumentando così le possibilità di creare pericoli. Nella partita contro il Bologna, Cristante ha colpito un palo e Koné si è reso pericoloso, mostrando la varietà di soluzioni offensive a disposizione. Tuttavia, per compiere il salto di qualità sarà necessario migliorare nell’uno contro uno negli ultimi sedici metri, un’abilità che Lookman ha spesso mostrato e che Paulo Dybala sembra già pronto a offrire alla nuova Roma di Gasperini.

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