Romagnoli, il caso che continua a dividere: cosa succederà davvero alla Lazio di Lotito

La situazione che coinvolge Romagnoli si estende ben al di là di una semplice questione contrattuale. Il presidente Lotito è infuriato per gli sviluppi verificatisi fino alle 22 di sabato sera. Anche il difensore manifesta grande irritazione per le proprie motivazioni. La dirigenza aveva inizialmente autorizzato la cessione, benché rischiasse di apparire incoerente dopo il comunicato ufficiale che aveva bloccato precedentemente il trasferimento.

La Lazio ha subordinato qualsiasi accordo alla rinuncia dei compensi pendenti. Nel caso di Romagnoli, si trattava di tre mensilità arretrate, novembre, dicembre e gennaio, corrispondenti a circa 600 mila euro complessivi. Una richiesta che in passato altri hanno accettato, ma Alessio ha categoricamente rifiutato, considerandoli diritti acquisiti nel contratto.

Il club aveva comunicato ufficialmente al suo staff nel pomeriggio di sabato questa posizione, senza prevedere obiezioni immediate. Quando gli accordi economici tra Lazio e Al-Sadd si sono concretizzati su una cifra totale approssimativa di 9 milioni, la clausola relativa agli stipendi è stata imposta circa trenta minuti prima della chiusura del mercato qatariota. La squadra del Qatar aveva ottenuto una proroga fino alle 22 ora italiana per completare l’operazione.

Il rifiuto di Romagnoli di rinunciare ai suoi compensi ha interrotto definitivamente le trattative. Il giocatore contesta anche il comportamento della Lazio, che avrebbe modificato ripetutamente le condizioni di pagamento durante le negoziazioni.

Sono attesi i provvedimenti che Lotito adotterà nei prossimi giorni. Le opzioni più severe contemplano possibili esclusioni dalle competizioni. Tuttavia, si procederà attraverso canali diplomatici per cercare una soluzione. Romagnoli avrebbe negoziato con Al-Sadd la promessa di un acquisto definitivo nel mercato estivo di giugno.

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