Il Milan su Goretzka: cosa succede con il rinnovo di Maignan
Durante la finestra di mercato invernale, i dirigenti del Milan concentrano l’attenzione su due questioni che si prolungheranno fino all’estate. In questa stagione si risolvono le situazioni dei futuri svincolati, ovvero calciatori che da luglio 2026 potranno cambiare squadra senza indennizzo. La società rossonera affronta la questione rinnovo di Mike Maignan, risolvendo i nodi sulle commissioni prima della scadenza di giugno, mentre contestualmente valuta i contatti con Leon Goretzka.
Leon Goretzka, centrocampista del Bayern Monaco con contratto fino a giugno 2026, rappresenta un’opportunità interessante per il Milan. Il calciatore tedesco, nato a Bochum nel 1995, milita in Baviera da otto anni dopo il trasferimento a parametro zero dallo Schalke04 nel gennaio 2018. La sua esperienza con i trasferimenti senza indennizzo dimostra una certa predisposizione a questo tipo di operazioni.
La decisione di Goretzka rimane al momento incerta. Il centrocampista non ha ancora scelto se proseguire l’avventura in Baviera o tentare una nuova esperienza altrove. Il Milan sta cercando di comprendere le sue preferenze, sia dal punto di vista tecnico che economico, cercando di capire se preferirebbe rimanere in Bundesliga oppure esplorare altri campionati.
L’aspetto economico rappresenta un ostacolo significativo. Al Bayern Monaco Goretzka percepisce sette milioni di euro annui, cifra eccessiva per il bilancio rossonero. Tuttavia, una riduzione dello stipendio a circa cinque milioni potrebbe risultare accettabile per il calciatore in cambio di una nuova sfida professionale in una grande società.
Dal punto di vista atletico, Goretzka ha mostrato affidabilità nonostante alcuni infortuni nel passato. In questa stagione ha collezionato quindici presenze su sedici giornate in Bundesliga, con dodici da titolare. Nella precedente stagione ha registrato ventsei presenze in campionato e dodici in Champions League, dimostrando ancora di poter contribuire significativamente. A trentuuno anni, il tedesco conserva ancora margini di rendimento elevato.




