Gasperini rivela il motivo segreto dietro la scelta di Roma e cosa non gli piace dello stile di Fabregas
Gasperini si prepara alla sfida contro la Juventus con una consapevolezza particolare: ha rifiutato i bianconeri in estate per scegliere la Roma, progetto che considerava più stimolante. Domani allo Stadium la squadra giallorossa affronterà una partita cruciale per la lotta al vertice, con l’obiettivo di interrompere un trend negativo che vede solo una vittoria in quattordici trasferte torinesi.
Il tecnico romanista ha spiegato chiaramente le ragioni della sua scelta: preferisce sfide difficili e progetti ambiziosi. La Juventus rimane una squadra di altissimo livello con un DNA vincente consolidato nel tempo. Tuttavia, Gasperini è soddisfatto del percorso iniziato con la Roma e confida che le prestazioni recenti contro Celtic e Como dimostrino il potenziale della squadra nel competere ai massimi livelli.
Sul fronte dell’organico, emergono alcune difficoltà: Dovbyk non sarà disponibile per problemi fisici, così come Hermoso accusa un affaticamento. Anche l’assenza di Ndicka complica le scelte difensive. Per quanto riguarda Dybala, Gasperini valuterà le sue condizioni giorno per giorno, sperando di reintegrarlo ai migliori livelli di prestazione. Il tecnico non intende stravolgere la formazione per rimpiazzare i giocatori indisponibili.
Gasperini ha affrontato anche il tema del calcio moderno, criticando il ricorso eccessivo al portiere nel gioco di costruzione dal basso. Secondo il tecnico, questo approccio snatura il calcio autentico fatto di contrasti, dribbling e gioco in avanti. Ha preso ad esempio l’Inter contro il Como, sottolineando come il pubblico preferisca vedere il pallone ai piedi dei giocatori offensivi piuttosto che in possesso del portiere per lunghi periodi.
Riguardo al mercato invernale e alle voci su Raspadori e Zirkzee, Gasperini ha preferito non commentare, ritenendo prioritario concentrarsi sulla partita imminente. La sfida contro la Juventus rappresenta un momento cruciale nella stagione romanista, sia per i punti in palio che per il significato simbolico dello scontro.




